Articolo pubblicato sul sito del centro il 6 aprile 2021.
Il glaucoma è una patologia oculare piuttosto seria, che se non diagnosticata e trattata in tempo utile comporta alterazioni a carico della testa del nervo ottico e dello strato delle fibre nervose, con conseguenze dannose a carico della vista fino in alcuni casi a giungere alla cecità. Tale malattia è caratterizzata, ma non sempre, da un aumento della pressione intraoculare che non ha nulla a che vedere con la pressione del sangue, ma è regolata dalla produzione e dalla eliminazione dell’umore acqueo.
Dal punto di vista epidemiologico il glaucoma è la seconda causa di cecità nel mondo. In Italia attualmente 500.000 persone sono in cura per il glaucoma, ma un numero piuttosto elevato ne è colpito senza esserne a conoscenza.
Spesso, specie nella fase iniziale, non dà alcun sintomo e quando il paziente se ne accorge il nervo ottico ha già subito un danno grave ed irreversibile con perdita di una certa quantità di visione periferica. Questo è il fattore che fa definire il glaucoma come il «ladro gentiluomo della vista», quasi a dire che ruba senza farsene accorgere.
Durante la visita è fondamentale da parte dell’oculista esaminare il nervo ottico e, se ritenuto necessario, fotografarlo. Si misura la pressione dell’occhio mediante la tonometria e si effettua una pachimetria, ossia si misura lo spessore corneale. L’esame del campo visivo computerizzato valuta quanta porzione dello spazio che ci circonda l’occhio riesce a percepire.
Ogni terapia presenta percentuali di successo e di insuccesso e diversi effetti collaterali e rischi per il paziente, il tutto deve essere ovviamente discusso con chiarezza in modo preventivo con il proprio oculista.
